Come educare i figli: scappellotto sì o no?

Come educare i propri figli è da sempre un dilemma per le giovani coppie ma anche per quelle più collaudate. Esiste un famoso proverbio secondo il quale uno schiaffo ai figli è un gesto che aiuta a crescere. «Mazze e panelle fanno i figli belli» non è evidentemente un proverbio scandinavo.

Secondo l’ultima ricerca di Save the Children, realizzata da Ipsos, lo «sculaccione che aiuta a crescere» è tutto sommato ancora ben visto: lo usa, per sua stessa ammissione, il 25% dei padri e delle madri italiane. Il 2% di questi vi fa ricorso tutti i giorni, mentre il 23 solo qualche volta al mese. Ma nei casi limite la percentuale di genitori che usa schiaffi sale al 53%. Il 44% ritiene che infliggere qualche punizione fisica sia ancora un metodo valido, soprattutto quando si ha a che fare con i bambini più piccoli. Ma è davvero così?

L’uso della percossa come strumento pedagogico non è mai una buona scelta. I metodi coercitivi, che fanno uso della violenza, rischiano di incrinare irrimediabilmente i rapporti tra genitori e figli. Anche se lo scopo è quello di disciplinare il bambino, il rischio è quello di generare un trauma e un risentimento che possono avere effetti sui rapporti anche molto tempo dopo gli accadimenti.

Esistono molti altri modi di persuadere i bambini e di educarli. Sin da piccolissimi, infatti, i bambini sono sensibili al tono di voce e alle espressioni del volto e del corpo dei genitori, e sono in grado di distinguere cosa è lecito fare e cosa no. Quando i bambini sono più grandi le parole e il dialogo possono fare molto di più (e meglio) di un rapidissimo ceffone dato, spesso, solo per frustrazione.

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