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Città a misura o contro i bambini? L'opinione di Philippe Daverio

Scritto da Paola Francesca Caselli • Venerdì, 7 agosto 2009 • Categoria: Salute e Benessere



Le città pensano ai propri bambini?  Creano le condizioni adatte affinché vivano bene lo spazio urbano?

Il quotidiano on-line Affari Italiani pubblica una interessante intervista sull'argomento, con Philippe Daverio, che riporto integralmente qui di seguito.

Sollecitato a dare un suo parere confrontando le città europee e in particolare Milano, Daverio ci offre l'occasione di una seria riflessione sulle condizioni che i nostri bambini devono affrontare in città costruite da adulti che non li considerano. Riflessione che speriamo venga raccolta e resa operante anche dagli amministratori pubblici.


Philippe Daverio, giornalista, critico e grande esperto d'arte, ex-assessore alla Cultura del Comune di Milano con la giunta Albertini. Autore di saggi e trasmissioni televisive, curatore di mostre e riviste d'arte, docente di Design, si è candidato per le elezioni provinciali 2009 nel PD a sostegno di Filippo Penati.


Secondo Daverio è Stoccolma la città a misura di bambino.





(Stoccolma, la città a misura di bambino, si rivolge non solo ai suoi abitanti adulti, ma anche ai loro figli. Lo stato offre ai piccoli abitanti panchine su misura, sulle quali sedersi comodamente, a differenza di quelle per adulti dove i bambini rischiano di cadere. Anche i parchi pubblici nordici sono più attrezzati rispetto a quelli italiani e il gioco non si trasforma in pericolo.

La cultura e la politica dell'infanzia sono al centro delle politiche statali. L'arredo urbano che va in contro alle esigenze dei mini-uomini è un aspetto nuovo per il nostro paese.Anche i dati dell'Unicef confermano che la Svezia è il paese che regala ai propri bambini benessere, dandole la medaglia d'oro, mentre l'Italia si posiziona solo all'ottava posizione della classifica.ndr.)


A Stoccolma sono state costruite delle panchine per i bambini, che cosa pensa lei del design urbano destinato all'infanzia?


"Gli italiani coccolano i loro figli, mentre gli svedesi non lo fanno, quindi devono creare una panchina per il bambino, per compensare questo aspetto. Le socialdemocrazie nordiche hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con il mondo dell'infanzia, la celebrano, la coccolano".


Quindi è una questione culturale?


"Sono diversi da noi, infatti fanno molti più bambini. L'Italia è un paese molto civile in quanto ha deciso di 'decrescere'. E' l'unica cosa per cui abbiamo un primato, noi siamo il paese più civile del mondo, non facciamo più figli per fortuna".


In che senso per fortuna?


"Certo. Sono dei criminali quelli che fanno molti figli e si riproducono in grande quantità. E' molto meglio diminuire la natalità piuttosto che sperare in un grande cataclisma che porti l'umanità di nuovo a un miliardo e mezzo di abitanti che la terra possa tollerare. Non è una mia opinione, il politologo Giovanni Sartori sostiene la stessa tesi, l'umanità deve calare di numero".


Concentrandoci sul design urbano per l'infanzia, l'Italia è indietro rispetto agli altri paesi?


"Ma l'Italia non si è mai occupata seriamente dell'infanzia. In Italia in alcune zone del paese è abbastanza buona la condizione degli asili nido. L'aria dell'Emilia Romagna è molto emancipata in questo senso, anche Milano se la cava, certo era meglio quando c'ero io... .
La differenza tra gli italiani e gli europei del nord è che noi non abbiamo quel perbenismo sentimental-morale tipico delle popolazioni scandinave e anglosassoni".


Invece, facendo un discorso più economico, i produttori di giocattoli spopolano, i bambini italiani sono pieni di giocattoli, perché anche l'architettura, l'industria del design urbano ad esempio non si rivolgono a questo settore?


"L'unica industria che può funzionare in Italia è quella relativa ai prodotti per gli asili, non alle aree aperte. Oggi il tema interessa meno, c'è una grossa decrescita. In Svezia ci sono coppie di 26enni che spingono la carrozzella con al seguito altri due bambini, in Italia queste coppie giovani che formano già una famiglia non ci sono.

"Milano rivolge una buona attenzione ai bambini per quel che riguarda il sistema nido e materno, che resta sempre insufficiente, ma non è comunque male"


E invece a livello di arredo urbano, che città è Milano pensando all'infanzia?


"L'arredo urbano a Milano non c'è neanche per gli anziani, figuriamoci per i bambini. E' una questione astratta quella del design urbano per Milano.
La città milanese odia i proprio cittadini, figuriamoci se pensa a creare qualcosa per i propri bambini. Anzi, credo che se la città potesse, li strozzerebbe i bambini"


Cosa pensa di Penati, è la figura giusta per Milano?


"Penati sa come funziona l'amministrazione territoriale locale e come si incatenano gli assessorati. Ma oggi a Milano c'è un'unica persona che
sa come funziona l'amministrazione. Si tratta del vice sindaco Riccardo De Corato, che l'amministrazione l'ha imparata bene, per poi però 'farla male'. Penati invece è una personalità che piace, a Sesto San Giovanni ha ottenuto dei risultati eccellenti, avrà sicuramente successo".


(Fonte Affari Italiani.it Iskra Naydenova Cannizzaro)



Il parere di Philippe Daverio su Milano. Guarda il video:

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2 Commenti

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  1. Il signor Daverio tira l'acqua al suo mulino. Dopo essere entrato nella giunta Albertini in quota Lega (dove interagì ampiamente e amabilmente con De Corato) sta corteggiando da tempo il centrosinistra alla ricerca di uno sgabello che la destra non è più disposta a offrirgli. Quindi si è è aggregato al carrozzone Penati, nella speranza di una vittoria che gli ridesse il tanto rimpianto potere con relative prebende. Pertanto su Penati (di cui sono stato elettore al primo mandato) mente spudoratamente. Penati è stato un pessimo amministratore, ha dilapidato quantità enormi di denaro in uno sconsiderato (mi auguro che si tratti solo di questo) acquisto di azioni Serravalle da Marcellino Gavio, creando un buco che non è più riuscito a colmare. Ha riempito gli uffici della Provincia di suoi amici d'infanzia, dando loro arbitrariamente loro posti per i quali non avevano i titoli (per esempio il signor Franco Maggi, di cui si dice che non abbia neppure la licenza media superiore, comunque non ha la laurea richiesta e tantomeno l'esperienza) a dirigente della comunicazione. Ha f proclamato di voler fare una gestione oculata del denaro pubblico, ma l'ha poi sperperato in ogni modo, dai gadget milionari ai viaggi in giro per il mondo. Si è infine prodotto, nel tentativo fallito di raccattare voti a destra, in dichiarazioni razziste, antieuropeiste e persecutorie nei confronti degli immigrati e dei Rom. Per favore, prima di dare visibilità a questi figuri, informatevi sui loro precedenti, ci sono mondi di fanghiglia nascosti sotto il tappeto.
  2. Daverio era nella giunta leghista del sindaco Formentini del 93, dove la lega era al governo e AN faceva opposizione con Forza Italia.

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