Intolleranza al latte nei bambini. Si può guarire.
Scritto da Paola Francesca Caselli • Venerdì, 5 febbraio 2010 • Categoria: Salute e Benessere
Al Meeting di Allergologia Pediatrica in corso a Milano, al quale sono presenti oltre 800 pediatri di 34 Paesi del mondo, il tema sono le allergie e le intolleranze dei bimbi.
Secondo i dati il numero dei bambini colpiti da intolleranze e allergie, è in crescita rapida in tutto il mondo. Bambini che soffrono di disturbi respiratori, ad esempio, hanno raggiunto nei Paesi sviluppati il 25-30%, mentre erano solo il 5% negli anni Ottanta.
Ma il focus del Congresso punta sulle nuove linee guida Dracma (Diagnosis and Rationale for Action Against Cow's
Milk Allergy) che riguardano cioè le metodiche per la diagnosi e la terapia dell'intolleranza alle proteine del latte vaccino.
Si tratta di un documento nato su input della World Allergy Organization (WAO) e frutto del lavoro di numerosi
esperti coordinati da Alessandro Fiocchi, primario di Pediatria all'Ospedale Macedonio Melloni di Milano e Presidente della commissione speciale sulle allergie alimentari della WAO.
Circa il 2% dei bambini manifesta una intolleranza al latte, intolleranza che provoca una reazione del sistema immunitario che danneggia l'organismo del bambino manifestandosi con eczema o orticaria, disturbi intestinali e asma e, nei casi più gravi, provocando uno shock anafilattico che può portare anche alla morte.
La buona notizia che arriva dal Meeting è che da questa intolleranza si guarisce, a patto che la diagnosi sia fatta per tempo e in modo certo. Il Dottor Fiocchi chiarisce che ''Se poi il bambino allergico è sottoposto a dieta di eliminazione si ristabilisce dopo 2-3 anni, tanto che quasi tutti, già in adolescenza, diventano tolleranti''. Ma il punto fondamentale è proprio la diagnosi: solo il test da carico è in grado di indicare con certezza se un bambino è allergico al latte.E il test infatti è stato inserito nelle linee guida Dracma che puntano anche ad evitare che venga tolto il latte a bambini, solo per paura o per il sospetto che siano intolleranti, senza aver prima dimostrato l'effettiva intolleranza.
Il rischio è di impoverire inutilmente la loro dieta e di introdurre alimenti sostitutivi, come ad esempio il latte di soia che, potrebbe addirittura ingenerare reazioni allergiche secondarie.
Dunque in soldoni i pediatri facciano fare per tempo il test da carico, prescrivano di conseguenza la dieta e gli interventi piu' idonei con l'obiettivo di portarli a "guarigione".
Il latte infatti, come indicato da un recente studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del CNR (Isa-Cnr) di Avellino e pubblicato sul British Journal of Nutrition,è un alimento molto importante per la crescita dei bambini e per il loro sviluppo sano. Ma non solo!
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