Cibo spazzatura: quando la pubblicità 'compra' i bambini
Scritto da Paola Francesca Caselli • Giovedì, 18 febbraio 2010 • Categoria: Cose dell'altro mondo
La piattaforma inglese di social, Dubit, dedicata ai giovani, prevede, tra i suoi servizi, di poter diventare un 'informer' , cioè uno che può rispondere a dei sondaggi, indicare le sue preferenze su un prodotto, etc.
Questa attività, prevede delle ricompense in denaro, fino a 25 sterline.
Ovviamente, come si capisce bene anche dall'aspetto della pagina di ingresso nella sezione 'informer',
Questo tipo di iniziative sono supportate da alcuni sponsor: MacDonalds per esempio.
Ora il punto è che, sempre utilizzando questo tipo di concetto, Dubit veicola una Campagna pubblicitaria che paga i bambini per promuovere, tramite internet i cosiddetti cibi 'spazzatura': snack ipercalorici, patatite, merendine, etc. che da tutto il mondo sanitario sono indicati come assoluti nemici della salute dei bambini e dei ragazzi.
Ingaggiati a diventare 'ambasciatori' del prodotto, i bambini vengono invitati a diffonderne le qualità tra i loro amici in rete, sugli altri social network e anche organizzando feste e merende.
Fino ad ora sembra che ci siano state migliaia di iscrizioni e questo fatto sta suscitando grandi polemiche nel Regno Unito.
Far leva sulla speranza di ottenere dei premi e sulla ricompensa in denaro è un modo molto disonesto per fare pubblicità a prodotti che non sono affatto 'sani' e ottenere 'consumatori' nella popolazione dei giovani.









0 Commenti
Aggiungi Commento