Streptococco nei bambini, quello che c’è da sapere

Cos’è lo streptococco

Lo streptococco è un batterio Gram positivo, dalla forma sferica. Ne esistono molte tipologie, ma non tutti gli streptococchi sono patogeni. Quelli dannosi per l’essere umano si possono distinguere in due gruppi fondamentali: gli alfa-emolitici (come lo Streptococcus pneumoniae, o pneumococco) e i beta-emolitici.

A quest’ultimo gruppo appartengono gli streptococchi A, responsabili di numerose patologie legate soprattutto all’età infantile.

Come riconoscere i sintomi da Streptococco

Nell’insieme eterogeneo degli streptococchi, i beta emolitici di gruppo A (SBEA) sono sicuramente quelli che presentano una patogenicità più diffusa. In particolare, lo Streptococcus pyogenes può essere causa delle principali patologie nei bambini.

Nella maggior parte dei casi, l’infezione da streptococco si manifesta con gola infiammata, forte ed improvvisa faringite, dolore nella deglutizione, febbre e gonfiore dei linfonodi del collo.

Altri sintomi da streptococco nei bambini possono essere tonsille con pus, presenza di petecchie sul palato, mal di testa, nausea e vomito. In alcuni casi, lo streptococco beta-emolitico del gruppo A può portare alla comparsa della scarlattina, una fastidiosa eruzione cutanea che interessa tutto il corpo, in particolare le zone di inguine, ascelle e gomiti.

La pelle assume un aspetto ruvido e arrossato. Se mal curata, la scarlattina può degenerare in febbre reumatica; per questo, è necessario agire immediatamente e non sottovalutare la patologia. Il periodo di incubazione dello streptococco va dai 2 ai 5 giorni.

La trasmissione avviene principalmente per via aerea, oppure attraverso il cosiddetto contagio indiretto, cioè a causa della condivisione di oggetti contaminati. L’ambiente scolastico, quindi, è ideale per la proliferazione e la diffusione del batterio.

Di solito lo streptococco colpisce i bambini nella fascia d’età che va dai 5 ai 15 anni. Sono rarissimi i casi di infezione da streptococco al di sotto dei 3 anni.

Diagnosi

La faringite batterica è facilmente diagnosticabile attraverso il tampone del cavo faringeo. Per individuare l’infezione, non è necessaria alcuna preparazione: basta sfregare su gola e tonsille l’estremità del tampone, facendo attenzione a non bagnarlo con la saliva e a non toccare altre parti del cavo orale.

A questo punto, si può eseguire un RAD test (Rapid Antigen Detection test). Si tratta di una procedura che, in pochi minuti, è in grado di rilevare tracce dello streptococco beta-emolitico del gruppo A. È un test molto pratico e veloce, che spesso viene eseguito direttamente nell’ambulatorio del pediatra.
In alternativa, si può inviare il campione in laboratorio per una coltura. Questa procedura richiede un tempo di attesa maggiore (48/72 ore), ma è molto attendibile e permette di eseguire l’antibiogramma, in caso di positività.

Anche l’esame del sangue è in grado di rilevare l’infezione da streptococco. Il Titolo Anti Streptolisinico (TAS) serve proprio per quantificare il dosaggio di anticorpi prodotti dall’organismo contro lo streptococco beta-emolitico del gruppo A. Tuttavia, il TAS
non consente di determinare se l’infezione è ancora in corso, o è pregressa.

Cura

L’infezione da streptococco nei bambini va necessariamente curata con l’antibiotico, da somministrare entro 9 giorni dalla comparsa dei primi sintomi.

Di solito, vengono prescritti l’amoxicillina con acido clavulanico, oppure la penicillina. Per tenere sotto controllo la febbre, basta un antipiretico.

La terapia antibiotica deve durare 10 giorni per debellare definitivamente l’infezione da streptococco beta-emolitico. Già dal giorno successivo, la febbre scende; in poco tempo, anche il mal di gola si attenua.

L’infezione può ripresentarsi; aver contratto lo streptococco, infatti, non protegge dal rischio di recidiva.

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